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Non è possibile definire precisamente la durata delle poppate in quanto essa è determinata dalla fame e dal comportamento del bambino.
Se lo si allontana dalla mammella prima che abbia finito di succhiare, gli si impedisce di assumere la parte finale di latte ricca di calorie, con il rischio di provocare un ristagno dovuto proprio ad un’insufficiente rimozione del latte contenuto nei dotti galattofori, che potrebbe man mano provocare una mastite (infiammazione del tessuto ghiandolare della mammella) o ad una diminuzione della secrezione di latte.

Perciò è meglio lasciare il neonato attaccato al seno finché non è soddisfatto al punto da staccarsi spontaneamente. Alla fine della poppata il bambino va tenuto in posizione semi seduta per favorire il ruttino dovuto all’eccesso di aria introdotta con la suzione del latte. In ogni caso l’assenza di ruttino o la presenza di piccoli rigurgiti, frequenti in alcuni bambini, non deve preoccupare i genitori, non significa che il bambino abbia problemi a digerire, ma potrebbe semplicemente essere dovuto ad una suzione di latte troppo veloce. Il bambino va attaccato ad entrambi i seni, iniziando da quello che ha fornito per ultimo il latte in modo che questo risulti completamente svuotato.

Se il bambino si attacca correttamente alla mammella e succhia attivamente, può soddisfare le sue esigenze nutrizionali in circa
15-20 minuti, ma ovviamente ogni bambino ha i suoi tempi.
Va comunque sottolineato che non sempre il bambino si attacca al seno perché ha fame. Spesso, soprattutto nei momenti di maggiore agitazio-ne, la ricerca del seno materno ha lo scopo di ottenere benessere, tranquillità, sensazioni piacevoli o semplici coccole. In questi casi è possibile interrompere la suzione e staccarlo dal seno stimolando dolcemente con un dito l’angolo della bocca o, in alternativa, introducendo con cautela il dito mignolo in bocca per evitare l’eventuale effetto ventosa che si verificherebbe con un brusco distacco dal seno.

Silver Cap

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Descrizione

Silver Cap

Silver Cap è un dispositivo medico in trilaminato d’argento puro, destinato a proteggere i capezzoli della donna durante il periodo dell’allattamento come coadiuvante nel trattamento delle ragadi o per evitarne l’insorgenza.

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